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FOGRA 39 SCARICA


    Contents
  1. Profilo colore FOGRA 39
  2. Aiuto di Photoshop | Utilizzo dei profili colore
  3. 5 passi per non sbagliare un esecutivo di stampa con i programmi Adobe
  4. Macchina flessografica: impostala correttamente con il test di calibrazione flexo

di profili colore per la stampa (Download profili FOGRA). Per assegnare il profilo colore Fogra 39 (o qualunque altro di cui si ha bisogno) è. Download ISO Coated V2 (ECI) Tipologia carta 1 e 2 patinata lucida e opaca, 60 L/cm, Fogra39L Download PSO Uncoated V3 (Fogra 52) Tipologia carta 5+. Norma ISO di riferimento. La norma attualmente in vigore è la ISO del , leggermente modificata nel , cioè la seguente. Bene, ora volete farmi credere che siete rimasti fermi al FOGRA39??? Potete scaricare i dati di caratterizzazione FOGRA da questa pagina. Fogra «il: 17 Maggio, , am». Salve a tutti. Sto usando inkscape da diversi mesi ed è veramente completo e intuitivo. ho già fatto alcuni lavori.

Nome: fogra 39
Formato:Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Android. Windows XP/7/10. MacOS.
Licenza:Solo per uso personale
Dimensione del file:66.33 MB

FOGRA 39 SCARICA

Terza e ultima parte di questo articolo sui profili colore. I due comandi si trovano nella parte bassa del menu Modifica in Photoshop qui a fianco nella versione CS6. È vero, almeno approssimativamente, ma ho sempre la sensazione che questa frase spieghi troppo poco.

Innanzitutto, perché è vero solo approssimativamente? Sappiamo che il gamut di CMYK non è esattamente il suo punto di forza, come abbiamo visto nella seconda parte di questo articolo. Una modifica che potrà essere leggera o catastrofica, a seconda dei casi, ma in ogni caso alcuni dei colori originali verranno persi. In questo caso tutti i colori vengono persi, a parte quelli acromatici. Oppure, attenzione!

Nel primo caso, cambieranno poco o tanto anche i colori, nel secondo caso no. Per semplificare: la conversione cambia sempre i numeri, ma non necessariamente i colori.

Converti in profilo RGB personale, inverti le coordinate x,y del rosso e del verde, poi assegni profilo RGB di lavoro. Niente da dire… Si vede che quando i nomi iniziano per F e B la correzione del colore scorre nel sangue È facile: apri le Impostazioni colore dal menu Modifica.

Annoti i valori che ti servono e li digiti ex-novo nelle caselle, mettendo — ad esempio — i valori per il verde nelle caselle relative al rosso, e viceversa. Buon divertimento! Se ci ho preso ma credo di si perché funziona , gli argomenti che mi interesserebbero e qui mi faccio odiare da tutti MO in primis sono i comandi Calcoli e Dissolvi fade con particolare riferimento ai metodi di fusione più insoliti tipo saturazione, sottrai etc ed Equalizza che per me rimane tuttora un comando misterioso.

Spero di non chiedere la luna o che non siano domande fuori posto, ma, nella creazione di maschere complesse sento che mi sfugge ancora qualcosa. Grazie MO. Non detestarmi troppo.

Profilo colore FOGRA 39

Se invece fossero domande fuori trattazione mi affido a qualunque argomento tu ritenga di maggior interesse. Penso sia un ottimo spunto, invece. Vedo di mettere assieme qualcosa di leggibile e nei prossimi giorni lo pubblico, tempo permettendo.

Grazie e complimenti ancora a Fabrizio! Grazie Marco.

Era quello che intendevo quando scrivevo che si poteva passare in Impostazioni Colore e bypassare invece uno dei due comandi Converti in profilo, a quel punto. Salve salvino. Ho appena terminato di leggere e rileggere meglio farlo un paio di volte i tre post sui profili colore.

Alcune domande sono maturate dentro di me, altre invece sono ancora in fase di formazione…. Quindi io post scatto posso ancora scegliere quale profilo utilizzare?

Aiuto di Photoshop | Utilizzo dei profili colore

Questo al mio primo workshop che feci 2 anni fa. Scusa la valga di domande, spero siano tutte pertinenti e mi auguro di essere stato chiaro dato che sono mentalmente confusionario di natura. In generale devi regolare quattro quantità fisiche: la luminanza del bianco, la cromaticità del bianco, la curva di risposta e la luminanza del nero.

Profilare il monitor significa invece codificare questo stato noto raggiunto con la calibrazione in un profilo, in modo che il CMS Color Management System possa effettuare una corretta gestione del colore.

La calibrazione mi permette una precisione maggiore ed un controllo maggiore nella profilatura tarando il punto di bianco e le lut dei canali R, G e B? Intendo dire che se il monitor ha dei valori sballati di per sé sarà difficile per il software di profilazione riuscire a creare un profilo che riproduca correttamente i colori al meglio.

In mancanza di meglio, naturalmente, agirai sulla LUT. Per prima cosa salutami Barbara!

5 passi per non sbagliare un esecutivo di stampa con i programmi Adobe

Complesso ma lineare: un colore in un file RGB verrà codificato con una terna che ha senso nel contesto di un certo profilo colore quello — si spera! Il profilo appare solo nel momento in cui, tramite il software di sviluppo del raw, decidiamo secondo quale profilo dovrà essere codificato il file raster che andiamo a creare; col profilo RGB compaiono i vari gamma, punto di bianco e via dicendo. Va sottolineato che questo aspetto del comportamento dei files raw non è chiaro a molti, che pensano comunque che il settaggio sRGB o AdobeRGB sulla propria fotocamera influenzi il contenuto del file raw, ovviamente che viene creato.

Esatto, vedi sopra. Altri software ti danno anche opzioni ulteriori. In questo modo eviti i problemi legati a profili che potrebbero venire ignorati dai browser o da stampatori poco attenti, ma ti salvi un master in un profilo che ha un gamut più ampio di quello piuttosto asfittico di sRGB. Salve qualcuno sa dirmi xkè se converto una immagine in scala di grigio la vedo seppiata mentre se faccio solo togli saturazione la vedo in bianco e nero senza dominanti?

Ovvero, prima di salvare e chiudere la vedi neutra o virata verso il giallo? Avrei bisogno anche di vedere uno screenshot delle tue impostazioni colore, per sicurezza. Il limite hardware imposto dal monitor come agisce sulla corretta visualizzazione del profilo colore Adobe RGB? Grazie per una eventuale risposta, noto che le ultime discussioni sono del ….

Una domanda delicata sulla quale è facile creare fraintendimenti, temo. Se hai un monitor di fascia alta che riproduce praticamente tutto Adobe RGB, le probabilità che tu generi colori fuori gamut lavorando in Adobe RGB sono molto basse.

Io rovescerei il problema: qual è la destinazione ultima delle immagini? Perché è quello il target a cui ci dobbiamo riferire. Allo stato attuale della tecnologia, sRGB è una scelta praticamente obbligata per due motivi. Il secondo è che, comunque, nonostante i browser ora operino una dignitosa gestione del colore, lavorare con sRGB dà una sicurezza nei confronti di browser obsoleti o che comunque non gestiscono il colore in modo corretto.

Non sto parlando di browser minori o poco diffusi: Internet Explorer 9 e Internet Explorer 10 interpretano i profili colore, ma a meno di revisioni recenti di cui non sono al corrente fanno una cosa pressoché incomprensibile a quel punto: convertono tutto in sRGB e operano un display dei dati ignorando il profilo del monitor.

Se è a stampa tipografica si entra in tutte le ben note idiosincrasie di CMYK. Insomma, è un mondo complicato e ci dobbiamo convivere. Conteneva i colori, li rappresentava, ma non erano realmente visibili fino a che il negativo non veniva stampato. E quindi, faceva fede la stampa. Non ha senso, e dal punto di vista della post-produzione è addirittura poco sensato perché in ProPhoto RGB ho molto meno controllo sulle sfumature sottili di colore di quanto non ne abbia in uno spazio colore più piccolo: lavoro in maniera più sicura e più serena.

Gentile Marco, grazie per la celere risposta. Tenendo a mente questo importante passaggio:. Faccio un esempio: supponi di avere un raw con un ritratto in cui la persona indossa un vestito con colori molto sgargianti, che cadrebbero fuori dal gamut sRGB. Se sviluppi quel raw in sRGB da Camera Raw o da qualsiasi modulo di sviluppo hai un problema: alcuni colori poco o tanto verranno clippati, ovvero perderai variazioni cromatiche che in realtà il raw ha registrato.

La procedura corretta sarebbe sviluppare il file in uno spazio che contenga quei colori potrebbe essere Adobe RGB o ProPhoto RGB , mettere in atto delle tecniche di desaturazione locale delle aree critiche e poi convertire il file in sRGB in Photoshop. Le impostazioni colore di Photoshop in realtà sono abbastanza irrilevanti nel momento in cui i criteri di gestione del colore il gruppo di opzioni che si trova sotto quello degli spazi di lavoro sono impostati correttamente.

In generale, se ho impostato ad esempio Adobe RGB ed entro in Photoshop con un file sRGB, la cosa migliore che conviene fare è rispettare il profilo incorporato, a meno che non abbiamo dei buoni motivi per convertire il file in Adobe RGB, ovvero lo spazio di lavoro. A maggior ragione, se ho impostato sRGB ed entro con Adobe RGB questa regola è ancora più stringente, perché in linea di principio la mia immagine potrebbe contenere potrebbe, eh!

Quindi il rispetto del profilo è più o meno un caposaldo, salvo eccezioni. Questo spazio colore ha un gamut decisamente enorme, e questo mette al sicuro dalla presenza di colori clippati: magari non li possiamo vedere a monitor, perché cadono fuori dal gamut del dispositivo, ma ci sono tutti.

Tuttavia alcuni fotografi e operatori non rinuncerebbero a ProPhoto RGB per nulla al mondo, perché ritengono trascurabli gli svantaggi. Allo stesso modo, altri non lo toccherebbero neanche con una canna da pesca, da lontano proprio perché nella loro visione gli svantaggi superano i vantaggi. Forse il paragone più calzante e vale proprio perché è estremo è quello che faccio sempre in classe ai miei allievi quando parlo di queste cose. Ho tre possibilità sole:. Secondo te qual è il migliore e il più positivo nel suo risultato?

Io non ho dubbi, ma non vorrei dare una risposta esplicita qui. Ma potremmo essere nella stessa identica situazione, solo a un livello più alto: potremmo avere alcuni colori a disposizione, ma non tutti i colori.

E a quel punto avremmo tre scelte…. Quindi dobbiamo preoccuparci solo nel momento in cui ci rendiamo conto che il disastro è veramente in agguato. Grazie della discussione, la trovo estremamente stimolante proprio perché è complessa.

Un caro saluto!

Partendo dal presupposto che il monitor deve essere calibrato alla perfezione. Io creo un quadrato su photoshop di un determinato colore, ad esempio il rosso r g 0 b 0. Avendo il monitor calibrato con Spyder 4 mi sono chiesto come potessi sapere che quella tonalità di rosso è in realtà la r g 0 b Mi occorreva il parere di un professionista.

No, è tutto corretto. Questo risultato dipende dal fatto che il Digital Color Meter legge i valori a schermo. Non so in quale profilo colore tu abbia creato il documento che contiene il rosso massimo, ma indipendentemente da questo il tuo rosso verrà rappresentato sul monitor, grazie al sistema di gestione del colore, con numeri in generale assai diversi da quelli che di fatto lo compongono.

Facciamo un esempio, forse è più semplice. Quei numeri dovrebbero essere identici alla lettura che il Digital Color Meter fa. Se invece crei un documento nel profilo colore del monitor e lo riempi con il puro R alla massima intensità, il Digital Color Meter leggerà correttamente R 0G 0B.

Si era stato creato con il profilo Adobe. Quindi, la soluzione potrebbe essere.. Spero sia comprensibile il mio ragionamento. Quando tu chiedi R 0G 0B in AdobeRGB è assai probabile che quel rosso non sia presente nella tavolozza reale, ovvero che il tuo monitor non sia in grado di mostrartelo. Quello che accade è che il macinino matematico della gestione del colore ti restituisce il rosso che più si avvicina a quello che stai richiedendo in base a certe regole prestabilite, che sono poi gli intenti di rendering.

Oppure potrebbe accadere altrimenti: ovvero che quel R 14G 45B sia cromaticamente identico al rosso che stai chiedendo il rosso più luminoso di Adobe RGB , ma sia semplicemente rappresentato in un altro modo. Non è detto che sia fuori gamut del monitor anche se probabilmente lo è. Scelto in che senso? È ancora più semplice se pensiamo in Lab: se un certo rosso corrisponde a una formula Lab, e il colore definito da quella formula è rappresentabile su un dispositivo X monitor o stampante , bingo.

Se non lo è, ahia. Non vedo a priori il problema. Se proprio lo vogliamo, ci serve andare oltre CMYK, ovvero cambiamo le condizioni di output. E tutto il discorso è uguale alla stampa in quadricromia. Puoi avere quei colori in stampa: basta che il file ne contenga i numeri e che la stampa venga effettuata correttamente.

Il fatto che non siano visualizzabili a monitor è relativo, e denota una limitazione del monitor esattamente come ci sono delle limitazioni nella stampa in CMYK per cui certi colori non possono essere riprodotti. La tecnologia è cambiata, il principio fondamentale no. Da quando ho comprato un monitor wide gamut mi accorgo che, visualizzando le immagini sul web anche quelle del mio sito, esportate in srgb con profilo incorporato noto una grossa differenza tra i vari browser.

Lorenzo, il motivo risiede nelle scelte che Microsoft ha fatto relativamente a Windows. Lo stesso accade per quanto riguarda le visualizzazioni in preview. Software come Photoshop, invece, vengono gestiti correttamente. Il paradosso è che se tu utilizzassi un monitor con un gamut più ristretto noteresti il problema molto meno, o non lo noteresti affatto: il wide gamut, non venendo gestito, rappresenta colori più saturi. La visualizzazione più corretta è quella messa in atto da Firefox, non da IE, perché Firefox porta la gestione del colore fino in fondo — a differenza del browser Microsoft.

A presto! Abbiate cura di controllare che tutti gli oggetti e le immagini che saranno tagliati, dispongano di questa abbondanza, che eviterà spiacevoli e antiestetiche linee di carta bianca in fase di taglio.

In caso di stampati di grande dimensione — diciamo oltre il xcm — sarà il fornitore a dirvi se dovete prevedere un rifilo più ampio.

Macchina flessografica: impostala correttamente con il test di calibrazione flexo

Creando la vostra gabbia, prevedete anche un margine interno — proporzionato alla misura del foglio — sapendo che i pacchetti di testo e altri elementi grafici non lo dovranno oltrepassare. Lo standard di risoluzione per le immagini da stampare è di dpi. Inoltre, dovranno essere state convertite in CMYK con photoshop e, se necessario, ricampionate nelle dimensioni corrette. Se non è stato fatto prima, questo è anche il momento giusto per creare il pacchetto del file, con tutti le immagini convertite e la cartella dei font.

Il mio consiglio è di continuare a farlo, seguendo una di queste due alternative:. Ogni grafico deve dotarsi di un predefinito PDF da utilizzare per i propri file di stampa. Voi non dovrete più rimettere mano al lavoro, lui lo stamperà senza perdite di tempo o complesse elaborazioni da parte del suo reparto pre-stampa. Per scaricare le slide segui questo link. Buongiorno, questo articolo mi sembra molto interessante. Ad oggi la maggior parte delle persone si affidano alla stampa online ed è importante essere informati sulle diverse tipologie di carta e su tutto quello che bisogna non dimenticare per stampare dei bei lavori.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Sito web. Do il mio consenso affinché un cookie salvi i miei dati nome, email, sito web per il prossimo commento. Terzo passo: il trattamento delle immagini raster Lo standard di risoluzione per le immagini da stampare è di dpi.